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Il Cinquecento

Nel XVI secolo i linguaggi artistici presenti nel territorio bellunese rivelano l'influenza della bottega del grande protagonista del secolo, Tiziano Vecellio, nato a Pieve di Cadore.

D'ambito vecelliano è il Ritratto di Pierio Valeriano, uno dei più importanti umanisti del secolo, autore di un volume intitolato Hieroglyphica, nel quale i geroglifici egizi vennero interpretati  in chiave sapienziale. Nicolò De Stefani, probabile autore della tavola con la Madonna con il Bambino e santi, e molto attivo per le chiese del territorio, incrocia la lezione di Tiziano con quella, più manierista, di Paris Bordon. Agli spunti tizianeschi, invece, un artista di grande successo a Venezia come Bernardino Licinio, aggiunge la conoscenza dell'arte di Palma il Vecchio, come ben visibile nella Donna che si pettina qui esposta. la tela raffigurante Cristo davanti a Pilato, dipinta da Domenico Tintoretto, figlio del più celebre Jacopo, faceva parte di un ciclo di dieci grandi tele, con episodi della passione di cristo, eseguite da altri importanti pittori veneziani del tempo ( l'Aliense, Carlo Caliari, Palma il Giovane, Andrea Vicentino, Paolo Fiammingo) per la chiesa di Santa Croce di belluno, soppressa nel 1806 e successivamente demolita, probabilmente il ciclo tardocinquecentesco di stampo controriformistico più ambizioso della terraferma veneta.

Il palazzo: la sala, una delle più ampie del piano nobile, è caratterizzata dal camino con modanature e specchi, impreziosito dal paracamino dove campeggia lo stemma della famiglia De Bertoldi. Il pavimento, come tutti queli del piano, in seminato veneziano e con motivi diversi da stanza a stanza è stato una delle scoperte più significative del restauro conservativo dell’edificio.

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Pagina pubblicata Martedì, 24 Gennaio 2017 - Ultima modifica: Martedì, 07 Marzo 2017
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