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Tra Quattrocento e Cinquecento

Matteo Cesa (Belluno, 1435/1440-1510/12) incarna perfettamente la polivalenza degli artisti bellunesi nell'età del Rinascimento. Egli fu capace di esprimersi con originalità sia in pittura sia nella scultura lignea, ambiti nei quali rivela l'attenzione con cui seppe aggiornarsi sulla produzione veneziana dei Vivarini nonché sui modelli padovani legati al magistero di Andrea Mantegna, come evidenzia il trittico qui esposto: sulla pedana del trono è presente un'iscrizione in latino, nello scomparto centrale, (OPVS MATEI) che ne certifica l'autografia.

La scultura con la Madonna con il Bambino qui esposta, è una conferma preziosa dell'attività di Matteo Cesa come scultore, egualmente documentata dallo straordinario altare della cappella Cesa-Pagani in Santo Stefano. Sulla scia di Matteo Cesa, si muovono altri maestri come Antonio da Tisoi e Giovanni da Mel.

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Pagina pubblicata Martedì, 24 Gennaio 2017 - Ultima modifica: Mercoledì, 01 Febbraio 2017
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