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Il lapidario

Il lapidario raccoglie una serie eterogenea di testimonianze provenienti dalla città di Belluno e, in misura minore, dal suo territorio.

Numerosi sono gli stemmi appartenenti alle più antiche famiglie della nobiltà cittadina (tra cui i Campana, i Rudio e i Crepadoni), così come ai rettori che a partire dal XV secolo governarono la città per conto della Repubblica di Venezia. Quindi le iscrizioni un tempo esposte sulle facciate degli edifici pubblici e poi preziose testimonianze di una Belluno che non esiste, come le epigrafi di fondazione delle chiese di Santa Giustina in Castello e Santa Maria Nuova, soppresse in epoca napoleonica e demolite, rispettivamente, nel 1808 e 1820. Capitelli, cornici e una molteplicità di ornamenti architettonici provenienti da spazi e monumenti pubblici (come la vasca di fontana con lo stemma del rettore Girolamo Zeno, o la mensola ad ornato vegetale proveniente dal Palazzo dei Rettori) evocano anch'essi, pur in maniera frammentaria, quello che fu il volto della città attraverso i secoli.

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Pagina pubblicata Giovedì, 26 Gennaio 2017 - Ultima modifica: Venerdì, 03 Febbraio 2017
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