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Tra Seicento e Settecento

Il ritratto di Belluno a cavallo tra i due secoli.  Notevole per  ampiezza nella ripresa è La pianta prospettica di Domenico Falce, del 1690, realizzata in onore del rettore veneziano Antonio Boldù, del quale compare lo stemma.

In quest'opera l'autore unisce un'analitica descrizione urbanistica - nella quale si può rintracciare l'originaria estensione del centro storico cittadino - con una vena fantastica e aneddotica, come nelle zattere che giungono al Borgo Piave per la fluitazione del legname. La Predica di San Bernardino di Siena di Francesco Frigimelica Il Giovane, parzialmente ispirata al quadro di Andrea Schiavone conservato nella cattedrale, è dedicata al santo che nel 1423 placò le lotte tra le fazioni della città. Nello scorcio si rivela parte dell'originaria conformazione di Piazza Duomo.Una sorta di ex-voto è invece concepita la tela di Antonio Lazzarini, che testimonia uno Scontro tra gli zatterieri e le guardie avvenuto nel 1718 e risolto grazie al miracoloso intervento della Vergine. Uno dei più importanti pittori di paesaggio nei primi decenni del Settecento in Europa fu il bellunese Marco Ricci. L'artista si dedicò tuttavia anche a un genere particolare quale la caricatura (scene di genere in cui i personaggi vengono comicamente raffigurati attraverso ritrattini'caricati') ambito nel quale fu particolarmente attivo durante il suo soggiorno in Inghilterra, Forse precede quell'esperienza, ma ne anticipa lo sguardo ironico e disincantato verso l'umanità, la Veduta di Piazza Campitello, che offre uno spaccato unico sulla vita quotidiana e sulla città al principio del secolo.

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Pagina pubblicata Venerdì, 27 Gennaio 2017 - Ultima modifica: Giovedì, 02 Febbraio 2017
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